“Italiana” di Giuseppe Catozzella

di Marzia Brofferio Celeste

“Italiana” racconta la storia vera di Maria Oliverio, altrimenti conosciuta come Ciccilla, la brigantessa della Sila. Maria nasce in una famiglia numerosa e poverissima negli anni che precedono l’Unità d’Italia e vive sulla sua pelle fin da piccolissima le maggiori ingiustizie e violenze che l’essere umano può infliggere ad un suo simile: umiliazione, botte, stupro, tradimento, gelosia, diffamazione. Cacciata da casa a soli otto anni per “fare spazio” alla sorella maggiore (di cui pochi sapevano l’esistenza essendo stata in adozione “forzata” ad una famiglia ricca che non poteva avere figli), la nostra eroina è costretta a trasferirsi sulle montagne da “zia Terremoto” che le insegnerà a rispettare la natura, ma soprattutto ad amare la libertà.

Diventata adolescente, s’innamora del carbonaio Pietro Monaco che sposa a soli 19 anni: un uomo affascinante, dalla parlantina facile e con la testa piena di ideali rivoluzionari. Pietro combatte con l’esercito Borbonico e quando scopre dello sbarco di Garibaldi e dei garibaldini non esita un attimo a disertare per unirsi a loro. Ma la delusione, una volta completata l’Unità d’Italia, di non ottenere la libertà e la giustizia per la quale ha combattuto, spinge Pietro a ritirarsi sulle montagne della Sila insieme ad un gruppo di fedelissimi, e mette in atto scorribande per prendere ai ricchi e donare ai poveri.

Dopo pochi anni, una vicenda irreparabile spinge Maria a scappare anche lei dal paese e ad unirsi al gruppo di Pietro. Ma ora Maria non è più quella di prima: si taglia i capelli, vive come un uomo e con lo stesso coraggio combatte fino ad essere identificata da tutti come il braccio destro indiscutibile di Pietro. E’ in questo periodo che la fama della brigantessa è al suo apice: Alexandre Dumas scrive di lei in diversi articoli sull’“Indipendente” di Napoli, altri articoli su Ciccilla sono pubblicati in Francia e perfino nella lontana Inghilterra.

Il libro descrive un periodo di fervore politico, dove gli ideali di libertà, giustizia e uguaglianza si diffondono tra i borghesi ed il popolo. Vengono descritte le speranze, i timori, le delusioni e infine la rabbia dei contadini, dei minatori carbonai e degli operai per una promessa di libertà e uguaglianza mai mantenuta. E’ l’Unità d’Italia vista dal sud, attraverso gli occhi di una donna intelligente e abbastanza istruita (anche se ben presto scopre che è preferibile fingersi ignorante) che combattendo per la propria libertà inevitabilmente si trova a combattere per la libertà di tutti. E’ una donna che la vita e gli uomini hanno cercato di piegare in tutti i modi, ma che è sempre riuscita a rialzarsi e ad andare avanti dritta per la sua strada. E’ una storia che vi consiglio vivamente e che penso meriti di essere conosciuta.

“Italiana” ha vinto a novembre il Premio Internazionale Alessandro Manzoni 2021 e nello stesso giorno ha vinto anche il premio della Critica al Premio Brianza 2021: un importante doppio riconoscimento.

Buona lettura.

 

Marzia Brofferio Celeste

Marzia Brofferio Celeste, laureata in Bocconi in Economia Aziendale, dopo un anno presso la Commissione Europea a Bruxelles diventa consulente (Head Hunter e Formazione Manageriale) per numerose multinazionali in Italia, in Francia ed in Belgio. Madre di due figli, ha sempre partecipato attivamente alle diverse associazioni dei genitori, ai consigli d’istituto e ai comitati di scuola.
Ha vissuto in Siria (Damasco), Bulgaria (Sofia), Belgio (Bruxelles), Regno Unito (Londra).

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