“Echando pa’lante”, la nostra parola d’ordine in tempi di COVID

di Marìa Gabriela Echeverrìa Serpi

Come tutti, in questa quarantena imposta dal Coronavirus, anche il Gruppo di Lettura e Conversazioni in spagnolo ha dovuto accettare dei drastici cambiamenti di stile.

Con la nuova regola del distanziamento sociale e l’ordine fatto valere in tutto il mondo di restare in casa, i tradizionali incontri personali – ragion d’essere dei gruppi di lettura – non sono stati più possibili.  Per andare avanti, abbiamo dovuto adattarci alla nuova prassi del “meeting online”.

Del resto, in tempi di emergenza sanitaria mondiale come avremmo potuto far passare il nostro gruppo di lettura come qualcosa di non essenziale? Come avremmo potuto privarcene? Leggere è, infatti, una delle poche attività che ci permette di evadere della realtà, che ci consente di “uscire” da noi stessi. La lettura calma la nostra apprensione ma anche il senso di chiusura a riccio provocato dal prolungato isolamento. Nella situazione in cui tutti noi ci siamo trovati, avere un gruppo di lettura e farvi parte è stato, in realtà, una benedizione.

Dopo esserci riunite ininterrottamente per oltre dieci anni abbiamo deciso, nonostante la pandemia, di non annullare ne’ posticipare il nostro calendario e quindi procedere in modalità “online”.  Da una parte, abbiamo dovuto vincere le perplessità sulla piattaforma Zoom, da molti considerata non molto sicura, dall’altra abbiamo dovuto affrontare qualche mancanza tecnologica, per esempio per scaricare l’applicazione e adoperarla al meglio.  Il risultato però è stato molto soddisfacente. Anzi, oserei dire, ottimo.

Inserendo la ID e la password della nostra prima riunione virtuale, abbiamo iniziato a vederci sullo schermo così come eravamo, inserite nei rispettivi ambienti domestici e personali. Ognuna nella sua “finestra”, un quadretto sullo schermo, ha potuto condividere la felicità di quell’incontro: di poter parlare, scambiare idee e opinioni.

Quando si è riunite online, poi, c’è poco tempo per chiacchierare, quindi abbiamo anche imparato a sfruttare al massimo i tempi a disposizione ed andare subito al sodo:  presentare brevemente il libro e far seguire, subito dopo, il dibattito. E’ quest’ultimo, infatti, l’aspetto più interessante del gruppo di lettura, specie quando emerge la diversità fra la propria percezione di ciò che vuol dire lo scrittore e quella di un altro lettore, forse più attento e sensibile.

Il “verdetto” dei membri del Gruppo sui nostri incontri virtuali è stato positivo. La modalità “online” per noi funziona e tutto è andato meglio di quanto ci aspettassimo.  Abbiamo anche apprezzato particolarmente la praticità di questi nuovi tipi d’incontri: non bisogna nemmeno pensare molto a come vestirsi, visto che ci si vede al massimo solo a mezzo busto… Un po’ di trucco ed è fatta!

Un altro grande vantaggio è stato quello di poter consentire a tutti di partecipare, anche abitando in un’altra città.

Roma e Dublino si sono trovate finalmente vicine in ben quattro incontri virtuali che abbiamo avuto.  In una delle riunioni online, inoltre, abbiamo avuto in collegamento anche Washington DC, e così abbiamo potuto invitare ai nostri incontri anche una rappresentante di due gruppi di lettura di quella città.

Nonostante la pandemia, la tecnologia ci ha quindi permesso di completare il nostro programma di lettura e commentare virtualmente tre libri che ci hanno portato in tre epoche storiche, affrontando tematiche fra le più diverse.  Dalla Spagna del 1554 con  l’opera satirico picaresca “Lazarillo de Tormes”, al Cile di Pinochet con “Formas de volver a casa”, fino al Peru post Sendero Luminoso, con “La hora azul”.

Il nostro amato gruppo di lettura in spagnolo è sopravvissuto indenne all’isolamento. Certamente nulla può sostituire il calore del contatto personale ma, viste le circostanze, la tecnologia ha avuto la meglio permettendoci indubbiamente di andare avanti.  Come diciamo, in modo colloquiale, nell’America Ispanica, “Echando pa’lante, pase lo que pase!” ovvero “Non fermarsi mai, succeda quel che succeda!”.

Marìa Gabriela Echeverrìa Serpi

Nata in Costa Rica, laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali in Belgio, funzionario diplomatico per il suo Paese e poi consorte, mamma e ora persino nonna! Appassionata di musica e letteratura, ha fondato ben tre gruppi di lettura, a Roma e a Caracas. Nonostante il trasferimento nel 2018, al seguito del marito Ambasciatore a Dublino, continua a coordinare con successo il suo Gruppo di Letture e Conversazioni in Spagnolo e a cantare con passione nel coro dell’ACDMAE.

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