Dallo scantinato ai podi del Moto GP. La lunga strada della “regina” delle moto

 

L’Italia è certamente la terra dove fioriscono i limoni, come scriveva Goethe nel’700, ma è anche la terra dove da sempre germogliano idee geniali. Idee come quella dei fratelli Ducati, fondatori dell’omonimo marchio che dal secolo scorso produce la “Regina” delle moto. Quella che leggerete, insomma, è la storia di un’impresa iconica, frutto dell’ingegno e dell’abilità ingegneristica italiana. Un brand che in tutto il mondo è sinonimo di eccellenza del Made in Italy.

Se, non da oggi, l’Italia è anche il paese dove rombano motori lo si deve, infatti, ad Antonio Cavalieri Ducati e ai figli Bruno, Marcello e Adriano, quest’ultimo acclamato inventore in campo radiofonico. Fu il primo a realizzare il primo collegamento stabile tra Italia e Stati Uniti e il primo a collegare in simultanea, con il suo trasmettitore a onde corte, cinque continenti. La storia della leggendaria Ducati – uno dei marchi di motociclette più riconosciuti del mondo grazie anche ai molti successi ottenuti nel motomondiale – non è stata quindi sempre scandita dal rombo dei motori ed è sorprendentemente interessante perché le sue origini ricordano la nascita della Apple Computer di Steve Jobs. Già, perché è proprio nei primi anni del ‘900, nel piccolo scantinato di casa, a Bologna, che il giovane Adriano Ducati produce il suo condensatore elettrico. Il padre Antonio fonda allora la Società Scientifica Radio Brevetti Ducati che si afferma subito nel campo radio-elettrico grazie ai brevetti industriali di Adriano. Il famoso condensatore viene affiancato alle prime apparecchiature radiofoniche e ai prodotti di meccanica di precisione. E così negli anni ’30, la società Ducati riesce ad espandersi, dal garage di Bologna a Borgo Panigale (odierna sede dell’azienda) e diventa una realtà nazionale, con oltre 5mila dipendenti all’attivo. Sarà però presto travolta dalla guerra che impone una conversione della produzione a scopo militare, e poi danneggia gravemente lo stabilimento, colpito dai bombardamenti del 1944.

I fratelli Ducati, tuttavia, non si perdono d’animo e dalle macerie riconvertono al settore motoristico ciò che restava dell’attività. La costruzione di motociclette inizia così, nel 1946, con il mitologico Cucciolo, di fatto una bicicletta a motore, che fu il primo motorino italiano di grande successo commerciale. All’alba del grande boom economico, il modello e le sue versioni successive, sempre più evolute, conquistano il mercato italiano: tra il 1947 e il 1948 Borgo Panigale sforna circa 200 moto al giorno!

Negli anni seguenti, Ducati continua a sviluppare motociclette innovative e ad aumentare la presenza nelle competizioni internazionali, una scelta senz’altro vincente per spingere le vendite e la notorietà del marchio in tutto il mondo. Nel 1972 la famiglia Ducati, nonostante i successi, cede la proprietà che, dopo vari passaggi societari e l’entrata in scena di manager altrettanto geniali ed estrosi, nel 2012 è acquisita da un’altra celebre casa di Bologna: la Lamborghini (a sua volta parte del gruppo Audi-Volkswagen).

Sono stati tanti i personaggi, tra progettisti e dirigenti, ad aver contribuito a far di Ducati il gioiello che tutto il mondo ci invidia. Un marchio che non rappresenta solo un veicolo, ma uno stile di vita, uno status symbol, una storia di rinascita e di libertà riconquistata.

Oggi la Ducati continua a ispirare e ad emozionare gli amanti delle due ruote con le sue moto di alta qualità e prestazioni eccezionali. Attorno al mito Ducati, protagonista di un vero e proprio fenomeno sociale, sono nati innumerevoli moto club e i famosi raduni della World Ducati Week.

Il gruppo negli ultimi anni ha collezionato numerosi successi in grandi competizioni, conquistando il cuore degli appassionati di moto in tutto il mondo. Nel MotoGP Ducati ha vinto gli ultimi tre titoli mondiali costruttori (2020, 2021, 2022) ed anche l’ultimo titolo piloti, con il formidabile Francesco Bagnaia. E con le vittorie, esattamente come avevano previsto in anni non sospetti i dirigenti più lungimiranti del gruppo, sono arrivati anche risultati economici sempre più lusinghieri Il 2022, “l’anno dei record Ducati”, ha segnato vendite in ascesa sui principali mercati di riferimento ovvero in Italia, negli Usa e in Germania e quest’ottima performance è stata già superata nei primi tre mesi di quest’anno, con quasi 15mila moto in più vendute in tutto il mondo rispetto al primo trimestre dell’anno scorso.

Prodotto d’eccellenza, protagonista dello stile italiano e oggetto del desiderio, la bellissima moto Ducati è entrata a pieno titolo, con le icone del Design nazionale, nella Collezione Farnesina. Ma da oggi potete ammirarne uno splendido esemplare anche a Palazzo Metternich, a Vienna, una vetrina perfetta per la “potenza” del nostro Made In Italy.

 

Nicoletta Pollice Beltrame e Susanna Bonini Verola
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