Creatività, motore di cambiamento e leaderhip al femminile. Il confronto promosso da DID

di Susanna Bonini Verola

Come trasformare la creatività in uno strumento concreto di cambiamento per rispondere alle sfide globali, a partire dalla crescita economica, inclusiva e sostenibile. È il senso di una riflessione interdisciplinare voluta dall’Associazione Donne Italiane Diplomatiche e Dirigenti (DID) del Ministero degli Esteri nella Giornata mondiale della Creatività e dell’Innovazione. Istituita dall’Onu nel 2017, non a caso in prossimità della nascita di un genio indiscusso, Leonardo Da Vinci (15 aprile 1452), la ricorrenza del 21 aprile chiede di celebrare a livello globale l’ingegno, individuale e delle collettività, come vera ricchezza delle nazioni di oggi. Un invito raccolto da DID con l’evento ‘Generare visione per creare futuro: verso nuovi modelli di Leadership inclusiva, innovativa e creativa’, al Circolo degli Esteri di Roma. “Non solo un’occasione di confronto a tutto campo e oltre i generi, ma – spiega Serena Lippi, diplomatica e presidente di DID – un incontro ‘motivazionale’, per approfondire il tema del cambiamento della leadership partendo dai modelli più virtuosi e tradurre idee e buone pratiche in risultati concreti”.

La posta in gioco – sintetizza il vicesegretario generale della Farnesina, Carlo Lo Cascio – è imparare a costruire modelli di leadership capaci di coniugare inclusione, innovazione e visione strategica in un tempo che richiede nuove competenze e linguaggi per guidare il cambiamento. “Una leadership equilibrata, aumenta la capacità di leggere i giorni nostri, capire i fenomeni e affrontare problemi”, ha spiegato Lo Cascio ricordando come al ministero degli Esteri la leadership inclusiva sia una realtà.

Perché innovare? In cosa si differenzia la leadership femminile da quella maschile? L’I.a. ha un genere? Sono alcune delle domande che hanno dato il via a un articolato dibattito, moderato dalla direttrice di AGI, Rita Lofano, che hanno portato esponenti di primo piano del mondo delle aziende, della ricerca, della pubblica amministrazione e della difesa a confrontarsi sulle loro rispettive esperienze di leadership inclusiva e innovativa. Esperienze unite da un filo conduttore: che quando la leadership è autentica, fa bene alle persone prima ancora che alla performance del gruppo, come sostiene Maria Francesca Aceti, Ceo di Deltha Pharma. In questo caso infatti costruisce innovazione, “non tanto per competere ed inseguire il competitor, ma per anticiparlo”, sottolinea dal canto suo Gianna Martinengo, presidente di DKTS oltre che fondatrice e presidente di Women&Tech Ets. A condividere la loro esperienza umana e professionale di leadership, in un’affollatissima sala del Circolo, anche Francesca Panessa, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Maria Cristina Pisani, studiosa dell’Osservatorio Nazionale Parità di Genere, già consulente della Presidenza del Consiglio, Blerina Sinaimeri docente di I.A.- Decision Sciences alla Luiss di Roma e Guendalina Middei, scrittrice e influencer culturale, nota come ‘Professor X’ per il suo progetto che avvicina i giovani ai grandi classici. Tra gli intervenuti, anche il generale a riposo Massimo Panizzi che al pubblico ha consegnato la sua esperienza di leadership come “responsabilità e servizio”, a prescindere dalle questioni di genere: “capacità, entusiasmo, coraggio e cuore. Nella mia vita – ha ammesso l’ex comandante alpino – ho trovato queste doti più nelle donne che negli uomini”. Anche per questo, prevede Sinaimeri – “potrebbero essere proprio le donne, domani, a scrivere le regole dell’intelligenza artificiale”.

A scuotere i presenti però è stata Pisani ricordando, numeri alla mano, che la piena parità di genere, in Italia, sarà raggiunta tra 132 anni: “questa è la realtà – ha ammonito – con cui ci dovremmo confrontare invece che raccontarci narrative di comodo, più rassicuranti”. La studiosa ha quindi evocato il fenomeno (di cui ancora si parla poco) del ‘Drop to the Top’, che descrive la progressiva riduzione della presenza femminile man mano che si sale nella scala gerarchica di un’organizzazione o di un’azienda e messo in chiaro che “la parità non è raggiunta perché una donna su cento ce l’ha fatta”. Bisogna dire alle ragazze – questo il suo consiglio – che hanno le capacità di poter cambiare il mondo, esattamente come i loro colleghi uomini, e hanno il diritto – dovere di poter coltivare i loro sogni ed ambire a posizioni apicali”.

Verte sulla natura stessa della leadership, invece, la riflessione condotta da Fabrizio Lobasso, vicedirettore generale per il Sistema Italia del Mae che ha sottolineato come “per definirsi tale, deve essere inclusiva, umana e gentile”. Il libro a sua firma – ‘M’importa di te. Sul sentiero della leadership rotonda’, Anima Edizioni, 2025 – si focalizza su una leadership “senza spigoli ed empatica, capace di trasformarsi in acceleratore di successi”. Mentre il quotidiano, osserva Lofano, ci restituisce impietosamente la realtà di un leaderismo globale senza veri leader, Lobasso punta dritto a un modello di leader che – è l’auspicio condiviso – se si affermerà farà la differenza: quello di un leader che, in azienda come nell’amministrazione pubblica o nelle organizzazioni internazionali – conclude – “fa in modo che il suo interlocutore possa essere la sua migliore versione di sé stesso”.

Susanna Bonini Verola
Susanna Bonini

Ha vissuto a Parigi, dove ha terminato gli studi in Scienze Politiche, Bruxelles e Washington. Giornalista professionista e tv producer, ha lavorato nelle trasmissioni di approfondimento di RaiNews24-Rai 3 e per i notiziari Tv di Euronews (Lione). Dopo varie collaborazioni con radio, giornali ed agenzie stampa, approda all’Agenzia Giornalistica Italia (AGI). Consigliera ACDMAE, coordina il notiziario dell’Associazione dal 2017.

Nessun commento disponibile

Lascia un commento

Your email address will not be published.