di Susanna Bonini Verola
All’americana, shakerato, corretto o ristretto. Purché sia caffè. Non siamo a Napoli ma a Bangkok, in Thailandia, paese che si sta imponendo come attore chiave del sud-est asiatico nel mercato di questa prelibata bevanda: non solo per consumi quotidiani, ma anche per produzione, lavorazione e trasformazione dei chicchi. Con una produzione locale di tutto rispetto per quantità e qualità, e una domanda in rapida crescita (quella prevista nel 2028 sfiora le 55mila tonnellate) il Paese è diventato un punto di riferimento per le tendenze del caffè nella regione. Ed è qui, infatti, che è approdata ‘Passione italiana: l’arte dell’espresso’, la mostra che racconta la trasformazione del design di caffettiere e tazzine, avvenuta negli ultimi decenni. Un allestimento che esalta una delle tradizioni più rinomate del Bel Paese, con la cultura della tavola e la ricerca estetica del bello.
Dopo il successo in Europa, negli Stati Uniti, in Brasile e in Cina, su iniziativa dell’Istituto italiano di Cultura e dell’Ambasciata italiana di Bangkok, la mostra è giunta nello spazio innovativo di Nextopia, all’interno del Siam Paragon, ‘tempio’ dello shopping super lusso della capitale: un hub di circa 15mila metri quadrati, all’interno del noto centro commerciale, che ospita eventi e presentazioni di nuove creazioni, tecnologie innovative e progetti artistici ecosostenibili. Qui è stata allestita la rassegna “Sip of Italy” (un sorso d’Italia), dedicata al mondo del caffè esplorato nelle sue molteplici declinazioni: sensoriale, sociale e culturale. Come spiega Maria Sica, direttrice dell’Istituto italiano di Cultura a Bangkok “la mostra, colonna portante di ‘Sip of Italy’, celebra il caffè non solo come prodotto d’eccellenza, ma come esperienza culturale capace di raccontare l’identità italiana. Ne risulta un viaggio immersivo nel gusto e nello stile di vita italiano che coniuga design, innovazione e tradizione”.
Un invito a vivere il caffè come linguaggio universale, capace di connettere culture diverse e fare assaporare ai visitatori lo stile di vita italiano attraverso una quarantina di oggetti iconici, di uso domestico e da bar. Si passa dall’Oggetto Banale: Caffettiera di Alessandro Mendini, presentato alla Biennale di Venezia del 1980, alla forma scultorea della caffettiera Vesuvio di Gaetano Pesce, fino ad arrivare alla Moka Turbo di Matteo Frontini, evoluzione tecnologica della iconica Bialetti. Dalla statuaria Cupola di Aldo Rossi, alle macchine professionali da bar con modelli che hanno fatto storia come la Insuperabile della Snider, la Marte di Faema e la Brillante de La Cimbali risalente agli sfavillanti anni ‘50
Esemplari unici, selezionati dalla curatrice Elisabetta Pisu che – chiarisce – “raccontano l’evoluzione nel tempo e i cambiamenti della produzione e del consumo del caffè permettendo di comprendere quanto sia cresciuta nell’immaginario collettivo la rilevanza sociale di un gesto che si lega inscindibilmente al lifestyle italiano”. «Innovazione, creatività e design – aggiunge Pisu – hanno accompagnato lo sviluppo di macchine da bar, caffettiere e servizi da tavola, identificando il caffè espresso come rito sociale e culturale, simbolo di italianità e del Made in Italy. Attraverso questi oggetti compiamo un viaggio nel tempo che ci consente di capire come sono cambiate le abitudini, i gesti, i rituali e il portato emotivo legati al caffè.»

Susanna Bonini Verola

Ha vissuto a Parigi, dove ha terminato gli studi in Scienze Politiche, Bruxelles e Washington. Giornalista professionista e tv producer, ha lavorato nelle trasmissioni di approfondimento di RaiNews24-Rai 3 e per i notiziari Tv di Euronews (Lione). Dopo varie collaborazioni con radio, giornali ed agenzie stampa, approda all’Agenzia Giornalistica Italia (AGI). Consigliera ACDMAE, coordina il notiziario dell’Associazione dal 2017.



