Caffe’ “social”, cosi’ riprendono I nostri Gruppi d’Ascolto

di Anna Muscetta Fornara

C’è chi non ne può fare a meno. Chi, pur amandone il profumo, si accontenta di bere un surrogato. Comunque sia, nello stile di vivere all’italiana che tutto il mondo c’invidia, il caffè – a casa o al bar – rappresenta una ritualità speciale: l’inizio e la fine della giornata, la pausa con i colleghi d’ufficio, l’abbraccio caloroso di un amico rivisto dopo tanto tempo. Il caffè è una certezza accessibile a tutti, una “coccola” che ci regaliamo, un rifugio momentaneo: una tazzina calda capace di regalare, in qualsiasi momento della giornata, la spinta giusta e, perché no, un pizzico di meritato conforto.

Si rifa’ all’idea del caffè come condensato di tutti questi valori l’iniziativa ACDMAE del Gruppo d’Ascolto (in presenza o virtuale, per chi non può condividere il caffè nel giorno fissato in calendario) lanciata sulla scia della mia esperienza di donna, moglie e mamma espatriata che non ha mai smesso di essere anche psicoterapeuta e neuropsichiatra per l’infanzia.

Cerchiamo di capire l’iniziativa rispondendo a qualche semplice domanda.

COS’È?

E’ un momento per incontrarsi e confrontarsi su temi selezionati sulla base dell’esperienza umana e professionale. Si tratta di temi quasi sempre “sensibili” per chi affronta la vita non facile dell’expat. Come un vero e proprio sportello d’ascolto, i temi saranno via via discussi dal Gruppo e declinati secondo le diverse problematiche incontrate dai partecipanti. Si spazia – solo per citare alcuni soggetti – dal ruolo di chi segue un partner per lavoro, ai rischi di dover fare i conti con lo shock culturale e lo shock culturale inverso. Dalle difficoltà della transizione e dei traslochi, con l’inevitabile solitudine che ne segue, alla maternità all’estero, lontani da casa, e ai problemi di dover crescere i figli in contesti culturali molto diversi dal proprio.

PERCHÈ?

Il Gruppo nasce per aiutare i partecipanti ad individuare strumenti e percorsi utili a gestire una  vita nomade. Per meglio affrontare le difficoltà dell’essere “al seguito” di qualcuno ed essere anche il baricentro della famiglia, prima ancora che il nostro. Per rispondere alla sfida di ricominciare ogni volta da capo e alle difficoltà delle maternità in solitudine, della lontananza dagli affetti famigliari e del sentirsi “nel posto sbagliato al momento sbagliato”: lontani da genitori anziani e bisognosi di cure ed affetto,  in una corsa continua che porta solo ad “immolare se’ stessi” per mettersi al servizio d’altri.

Il Gruppo nasce per costruire un percorso comune di condivisione, farsi coraggio e cominciare a pensare che magari “si può fare”, anche osservando come altri hanno trovato soluzioni vincenti a tante piccole o grandi difficoltà della vita quotidiana.

Il Gruppo nasce per tanti altri motivi che, probabilmente, sfuggono a chi scrive ma che ad ognuno dei potenziali partecipanti potrebbero essere molto chiari, anche se non hanno voglia o modo di condividerli con nessuno. E, forse, va bene anche così!

COME?

Mettendo insieme persone con esperienze simili, non solo italiane ma anche straniere. Un gruppo aperto che può diventare di scambio, di supporto reciproco e d’incoraggiamento, anche perché avrà composizione eterogenea (anche per età e per fase di ciclo vitale).

Come in un gruppo di sostegno, il mio ruolo sarà quello di fornire “input”, cioè gli argomenti temi da trattare nei vari incontri, e coordinare i vari interventi dei partecipanti che vogliono condividere la loro esperienza, le loro preoccupazioni oppure le soluzioni che hanno trovato. Saranno i partecipanti stessi a rendere ogni incontro speciale ed unico, così come speciali ed uniche saranno le storie che vorranno condividere. Durante l’incontro io sarò soprattutto una moderatrice imparziale, una “ interprete” del sentire comune che vi aiuterà a cercare risposte costruttive e funzionali alle tante domande che emergeranno.

QUANDO?

Gli incontri si svolgeranno i lunedì mattina, presso il Circolo degli Affari Esteri, dalle 9.00 alle 10.30 (all’ingresso vi sarà indicata la sala dell’incontro) e saranno ripetuti in modalità virtuale (piattaforma Zoom), soprattutto per chi risiede all’estero, i giovedì dalle 15:00 alle 16:30

 

DARE UN CONTRIBUTO VOLONTARIO?

Ebbene sì, in questo caso è richiesto un contributo libero e volontario in forma di “gettone”, dell’importo che vi sembra più giusto, sapendo che lo stesso sarà interamente devoluto all’Associazione ACDMAE.

Si tratta di piccolo ma importante contributo a fronte della serietà e dell’impegno dei partecipanti. Il gettone restituisce dignità al lavoro svolto dal Gruppo e dalla conduttrice che rende una prestazione professionale, pur facendolo non in uno studio ma in un contesto accogliente e familiare come quello del Circolo.

Anna Muscetta Fornara

Medico neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, è mamma di due ragazzi ed esercita attivamente la libera professione.
Nata e cresciuta a Roma fino a 34 anni, ha svolto lavoro clinico in Italia, in Senegal e Uganda, e lavorato con l’OMS alla pubblicazione di linee guida per la gestione delle malattie neurologiche nei Paesi in via di sviluppo. Al seguito del marito, ha vissuto in Svizzera, in Africa occidentale ed orientale.

 

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