Viktor Elbling, l’Ambasciatore che gioca in casa (ricordandoci chi siamo)

di Susanna Bonini Verola e Nicole Ludwing

Alla parola “migranti” Germania e Italia sono sempre pronte a salire sulle barricate come dimostra il dibattito infuocato sul problema del ricollocamento degli extracomunitari che sbarcano sulle coste italiane. Eppure per decenni Berlino e Roma hanno cementato la loro storica amicizia anche grazie l’immigrazione. A rammentarcelo è Viktor Elbling: figlio di un diplomatico tedesco, una mamma forlivese doc e un percorso scolastico compiuto in parte nel nostro Paese (a Forlì, quando abitava dai nonni, e poi da ragazzo, tra Napoli e Milano). Sarebbe riduttivo affermare che l’italiano è la sua seconda lingua dopo aver ascoltato la lieve dolcezza della sua “s” romagnola. E sarebbe difficile non credere che sia stato anche il forte legame con il nostro Paese a riportarlo, non più di un anno fa, a Villa Almone. I complessi retroscena della politica italiana e i giochi di palazzo non sono un rompicapo per chi, come Elbling, di fatto “gioca in casa”: conosce bene la nostra cultura, la nostra cucina, la provincia e finanche il calcio (l’Inter è tuttora – con l’Herta Berlino e l’Atletico Bilbao – una delle sue squadre del cuore).

Al Sole 24 Ore, qualche mese fa, Elbling aveva tuttavia confidato la propria “sorpresa” nel rendersi conto, fresco d’insediamento a Roma, che il “tenore del dibattito italiano è molto cambiato… L’ho trovato più introverso di quello che ero abituato a conoscere, un dibattito che guarda più dentro che fuori i propri confini”. [1]

Questo brusco ritorno alla realtà spiega perché una delle sue primissime iniziative sia stata la pubblicazione di “50+ Storie tra Italia e Germania”, un volumetto di testimonianze sull’amicizia che da sempre lega i due paesi. Vi compaiono i racconti di persone comuni, di una nazionalità e dell’altra, ma anche le riflessioni di celebrities sulle loro esperienze in una terra che ad oggi accoglie stabilmente oltre 700mila italiani, ovvero la terza comunità straniera più numerosa. “Volevamo raccontare storie che trascendono gli apparenti confini linguistici, professionali e culturali, e che esistono oltre i rapporti e i legami istituzionali”, spiega Elbling dimostrando di saper bene (a dispetto del suo pizzetto brizzolato) quanto il successo di una missione delicata come la sua dipenda non solo dal networking, ma anche dalla Rete. Infatti, è stata la pagina FB ufficiale dell’Ambasciata tedesca a Roma – dove tuttora, ogni venerdì, è postata una testimonianza di vita tra Italia e Germania con la foto di chi l’ha vissuta –a consegnare nelle sue mani l’idea del libro: un progetto ben riuscito nell’ambito di una strategia che, anche con YouTube e Twitter (col famoso hastag #l’Europa siamo noi) sta riportando sotto i riflettori l’importanza del legame italo-tedesco in un’Europa unita, non a caso proprio nell’anno in cui ricorre il 30mo anniversario del crollo del Muro, l’evento epocale che cambiò il corso della storia europea.

Nonostante i numerosi eventi celebrativi, le partecipazioni televisive e le interviste rilasciate a importanti testate nazionali, Viktor Elbling ha anche risposto a qualche nostra domanda ricordandoci, per esempio, che “la riunificazione è un processo molto complesso, che dura da trent’anni…Troppo sarebbe stato credere che avrebbe risolto tutti i problemi d’Europa!”. A trent’anni anni dalla caduta della cortina di ferro e dalla nascita del grande sogno europeo si tende effettivamente più a “pesare” le criticità della costruzione europea che a riconoscere gli indubbi vantaggi che ha portato ai suoi cittadini. “In una Paese pilastro dell’Ue come l’Italia, non può non allarmare – ammette l’Ambasciatore – che quasi una persona su due ritenga che il Paese non stia più traendo benefici dall’Unione Europea e perciò l’Europa dovrà trovare una risposta convincente alla legittima aspettativa di solidarietà, ma questo non può sostituire l’adozione di riforme sostenibili in casa propria”.

La disoccupazione diffusa, la percezione dell’impoverimento di una parte degli Stati membri, assieme alle difficoltà nel gestire il fenomeno migratorio hanno dato un po’ ovunque, e non solo in Italia, la spinta ai sovranismi. “Certo, l’Europa ha dei problemi ma non è in crisi”, assicura Elbling. “Dobbiamo fare in modo – aggiunge – che l’Europa possa rispondere anche alle sfide a lungo termine, come quella del cambiamento climatico e dell’immigrazione, per questo la Germania è a favore di un’Europa forte, sovrana e solidale e conta su una stretta cooperazione con l’Italia.” La sua visione non può non risentire della storia che lui ha vissuto in prima persona, da ragazzo, quel 9 novembre del 1989 e, infatti, Elbling ci ricorda che la riunificazione “è una strada che dobbiamo portare avanti con sforzo comune” e tenendo sempre presente che “l’Europa non è qualcosa di astratto: l’Europa siamo tutti noi insieme e quanto sia forte o debole non lo decide solo Bruxelles, ma tutti noi”.

L’onere della prova passa ora alla tedesca Ursula von der Leyen.

 

[1] Attilio Geroni, “Viktor Elbling, un messaggero che facilita il dialogo tra Italia e Germania”, Il Sole 24 Ore, 13 maggio 2019
Susanna Bonini Verola

Ha vissuto a Parigi, dove ha terminato gli studi in Scienze Politiche, Bruxelles e Washington. Giornalista professionista e TV Producer, ha lavorato nelle trasmissioni di approfondimento di RaiNews24-Rai 3 e per i notiziari TV di Euronews (Lione). Dopo varie collaborazioni con radio e magazine, approda ad Adnkronos con cui collabora per oltre 10 anni. Rientrata a Roma, ha ripreso a collaborare con Euronews ed è coordinatrice di questo Notiziario.

Nicole Ludwing

Nata a Francoforte e cresciuta a Praga, si è laureata in filosofia, storia e italianistica presso l’Università di Friburgo, in Germania. Dopo gli studi si trasferisce in Italia con il marito, recentemente entrato in carriera, e il loro primo bimbo che frequenta l’asilo nido della Farnesina. A Roma ha seguito la seconda edizione del Corso di Alta Formazione ACDMAE – La Sapienza, “Donne, Pace e Mediazione” e ha incominciato a lavorare come corrispondente del canale All News della televisione di Stato ceca, CT24. La scrittura e le lingue straniere restano la sua passione.

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