Viaggio nella Street poetry

di Genny Di Bert Radicati

La “street poetry” è una forma d’arte urbana che porta i versi direttamente sui muri e negli spazi pubblici, invece di relegarli solamente alle pagine dei libri.

Nell’attuale periodo storico caratterizzato da autentici bombardamenti di messaggi anche subliminali – talvolta manipolati o contaminati da motivazioni speciose – che sembrano voler distogliere l’attenzione dell’uomo dalla ricerca interiore, dalla osservazione dei problemi della società nonché dallo sviluppo filosofico dell’anima e dello spirito, la Poesia diventa oggetto di attenzione collettiva. Ed ecco che non può essere tralasciato l’importante contributo di questa forma d’arte accessibile a tutti, in stretta relazione con la “street art” ed i grafiti.

Tra i gruppi di particolare spicco si fa notare il messicano “Acción Poética” (nato a Monterrey nel 1996, su spinta di Armando Alanis Pulido), un movimento che ha proiettato questa tendenza oltre i confini nazionali, in America del Sud e, successivamente, in Europa. Notevole l’israeliana Nitzan Mintz con versi scritti in ebraico o in inglese su muri bianchi a caratteri neri (simili a quelli diffusi dal menzionato gruppo messicano) e autrice, talvolta, di fantasiose installazioni.

In varie parti del mondo assistiamo alle “performance” (“poetry bombing”) del collettivo cileno Casagrande, che da un elicottero o da un aereo usa lanciare migliaia di fogli con poesie proprie o di altri autori locali.

Molto seguito è lo scozzese Robert Montgomery, fondatore della “Guerrilla poetry”, la poesia che agisce e fa riflettere sulla politica, la società consumistica ed i mass-media. L’artista inventa parole infuocate (scritte su supporti che vengono incendiati creando i “Fire Poems”) oppure imprime le sue odi su spazi pubblicitari o led luminosi. In Gran Bretagna, oltre al già noto Montgomery merita attenzione il poeta David Marley. I suoi versi sono solitamente incisi su legno o su tele ubicate su cavalletti di legno. Una sorta di nuova arte ecologica (io amo definirla “new arte povera”, ricordando il grande critico ed amico Germano Celant) in cui si crea sinergia simbolica tra i versi (provenienti dal nostro essere profondo) e la natura che, come quella di stampo romantico, si proietta verso un infinito energetico nel quale l’uomo trova una dimensione totalizzante e la risposta ai misteri della vita.

Tra gli autori contemporanei di questo genere troviamo la francese Nathalie Man, che relaziona la comunicazione con la poesia, stampando i suoi versi su poster di grande formato ed “inondando” le città di pensieri ed emozioni, considerazioni e sensazioni.

In Italia non può sfuggire alla nostra attenzione Brugnaro, venuto alla ribalta nel 1990 con una poesia diffusa nella sua “zona” (Mestre e Venezia) dopo essere stato autore di “azioni poetiche” fin dagli anni ’60 e ’70 insieme al collega d’avventura Carlo Torighelli, che diffondeva la vena poetica imprimendo versi sui marciapiedi. Negli anni ’90, sempre nel panorama nazionale, si faceva notare anche “Opiemme”, autore di poesie appese a fili di lana per poi creare dei “Vortex”, parole sparse in un ipotetico universo colmo di forza energetica. A Firenze, il Movimento per l’emancipazione della poesia (MEP), a Udine i “Poeti Della Sera”, a Milano Francesca Pels. Ed ancora: Gio Evan, Ste-MartaDavide Casavola, Alfonso Pierro. E poi molti altri, tra tutti “Poesie pop Corn” e “Factory Writing”. A Milano, tra gli altri, Ivan Tresoldi ed i suoi “manifesti d’assalto”. Tra le sue iniziative, ricordo la performance praghese del 2007“Storm of poetry”, in occasione del Festival di arte contemporanea “Tina B”, consistente in mille barchette di carta con poesie, tradotte in lingua locale, liberate sul fiume Moldova.
A Roma oltre a M.E.P. spiccano i “Poeti der Trullo” (il nome deriva dall’omonimo quartiere in cui molti di loro risiedono ed operano), che nasce intorno al 2010 ad opera di Er BestiaEr QuerciaEr PintoInumi Laconico‘A Gatta MortaMarta der III lottoEr FarcoQuesti ultimi si sono sempre definiti “metroromantici” ed usano una metrica popolare, spesso con accenti ottocenteschi.  Anche loro, come gran parte di questi autori, usano una sorta di azione di guerriglia poetica ed i loro versi vengono scritti, stampati o affissi di notte, talvolta in forma anonima o con movimenti organizzati.

Er Pinto ha pubblicato diversi libri di poesie, tra tutti “Mal di mare”, successivo al volume il “Peso delle cose”, nel quale egli aveva iniziato un percorso di ricerca di una simbiosi con il cielo, luogo in cui ricercare ispirazione, ma anche captare segnali per affrontare meglio la vita nelle sfumature più intime. In tal modo, egli ha sempre inteso andare oltre i social, superando schermi di apparente serenità e sorrisi di quelle fugaci e, molte volte, false espressioni di personalità sedotte da modi di essere e di apparire.  In “Mal di mare” – sempre estremamente contemporaneo – i suoi versi narrano la vita, in cui il mare assume una valenza onirica: un ritmo scandito da tempo e spazio in cui poter immaginare ed annotare sensazioni. Amori, pescatori, sirene, notti stellate…. Sono elementi di quelle “onde” emotive che ognuno possiede, nella profondità del cuore e della mente. Unicità e collettività alla ricerca di un senso dell’esistenza e del divenire. Er Pinto ha realizzato numerose opere sui muri della capitale ed ha collaborato con progetti di riqualificazione come “Art Stop Monti” nella stazione metropolitana, con installazioni di tema sociale.

Insomma, un fenomeno culturale con l’obiettivo di “salvare il mondo con la poesia” e sappiamo quanto in questo periodo storico, caratterizzato dal più sfrenato edonismo e bellicismo, sia un importantissimo messaggio.

Genny Di Bert Radicati

Storica e critica d’arte. Le sue attività includono giornalismo, critica, curatela e ricerca focalizzata sull’interdisciplinarietà e sulla contaminazione delle forme d’arte, nonché sulla loro relazione con la sociologia e filosofia. Curatrice della Fondazione Eleutheria a Praga e docente alla Rome University of Fine Arts è anche esperta d’arte presso il Tribunale di Roma. Pubblica cataloghi e monografie di artisti e saggi; cura esposizioni, rassegne e realizzazioni di video-documentari d’arte; collabora con vari Enti pubblici ed Istituzioni. Ha visitato professionalmente diversi Stati. In particolare: numerosi Paesi del bacino del Mediterraneo e dell’Europa nonché gli Stati Uniti. Ha vissuto a New York, Praga (dove è stata Presidente della “Diplomatic Ladies Association” della Repubblica Ceca) e Skopje. Attualmente risiede a Roma.

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