di Anna Sanfelice Visconti
Quarantott’ore scarse. Ma quante cose straordinarie le nostre geniali organizzatrici sono riuscite ad infilarci…
Si comincia con la visita a S. Giacomo degli Spagnoli, una delle chiese meno conosciute, a torto, della città, ‘adottata’ dall’associazione no-profit “Friends of Naples”, che da anni finanzia, grazie alle donazioni, il recupero dei gioielli nascosti del vasto patrimonio monumentale napoletano.
Bellissima porta lignea completamente scolpita, tele della scuola del Vasari, di Luca Giordano e Massimo Stanzione, ma quello che lascia senza fiato è il monumento funebre di don Pedro de Toledo. Il viceré ci guarda dall’alto, serio e severo, mentre la moglie accanto a lui è assorta nel suo libro di preghiere. Così vivi e così fuori dal tempo, inginocchiati sull’imponente base ornata di bassorilievi, che il candore del marmo riveste di luminosità.
Pochi passi ed entriamo in una dimensione completamente “altra”. Una caffettiera gigantesca pende dal soffitto; di fronte un enorme pannello di ceramica azzurra, imitazione di un’onda marina, orna il banco della pizza. Le sedie del nostro tavolo hanno lo schienale a forma di cuore, rivestito di velluto rosso, mentre su di noi incombe un enorme corno propiziatorio, che ci dovrà assicurare una fortuna equivalente. Scopriremo che c’è una sala Maradona, azzurra, col ritratto del campione, quadri col Vesuvio che erutta, indovinate, una miriade di piccoli corni rossi, e mille altri dettagli frutto di una sfrenata fantasia kitsch. Il cibo, naturalmente, è ottimo.
Un centinaio di metri più in là ed eccoci a via Toledo, per visitare le Gallerie d’Italia nel palazzo anni Trenta, già sede del Banco di Napoli. L’edificio è un perfetto esemplare di stile razionalista, e l’architetto Marcello Piacentini vi ha inserito un dettaglio affascinante, il corridoio dorato, completamente rivestito da scintillanti listelli di ottone. Di proprietà della Banca Intesa S. Paolo, conserva una collezione d’arte, con tesori come i due paesaggi del Vanvitelli, una serie di opere di Vincenzo Gemito, i suoi scugnizzi così vivaci ed espressivi. Ma che emozione trovarsi di fronte l’ultimo dipinto del Caravaggio, eseguito poco prima di morire; S. Orsola, trafitta, guarda quasi incredula la freccia conficcata nel petto, pallida, esangue; dietro di lei, il volto disperato del pittore stesso. Squarci di luce violenta sul fondo buio svelano i punti focali del dramma.
Rapido cambio d’abito ed eccoci al Teatro San Carlo, per godere dei virtuosismi di Anna Tifu nel concerto di Mendelssohn in Mi minore per violino e orchestra, e delle meravigliose sonorità della sinfonia italiana di Richard Strauss. E chiudere la giornata con un ottimo pranzo al Club Nautico della Vela, sul mare punteggiato dalle luci del Borgo Marinari.
L’indomani, altra giornata splendida (effetto del corno gigantesco?) siamo a Baia dove, scendendo nello scafo trasparente del battello, possiamo vedere attraverso l’azzurro-verde dell’acqua le strade lastricate, i resti di edifici, le statue, i pavimenti a mosaico dell’antica città, che il bradisismo ha fatto sprofondare.
Poi, circondato da una splendida vegetazione, da tamerici e jacarande in fiore, il castello aragonese con i suoi tesori archeologici ci mostra quello che è stato salvato e scoperto a Baia e dintorni. Sotto di noi un mare azzurrissimo, liscio e scintillante, con Capo Miseno da una parte e Posillipo e Nisida dall’altra.
Resta anche il tempo, dopo la sosta in un’altra famosissima pizzeria, di dare un’occhiata alla Casina Vanvitelliana sul Lago Fusaro. Arriviamo alla stazione con largo anticipo, riuscendo a cambiare i biglietti e a rientrare a Roma un’ora prima del previsto.
Questa toccata e fuga napoletana ci è piaciuta tanto da farci venire l’idea di ripeterla più avanti, anche solo in giornata. C’è ancora tanto da vedere e scoprire…
Stay tuned, come si dice in Ciociaria…
Anna Sanfelice Visconti

Napoletana, laureata in Giurisprudenza e Scienze Politiche all’Università di Roma la Sapienza, ha esercitato la professione di avvocato tra un trasferimento e l’altro del consorte Leonardo Visconti di Modrone. Ha all’attivo diverse pubblicazioni, frutto di ricerche sulle carte di famiglia, sulle consorti che hanno vissuto le turbolenze del Vicino e Medio Oriente, e sui propri ricordi di vita al seguito del marito. Tiene una rubrica settimanale sulla pagina Facebook della Cappellania dell’Università Gregoriana, Il giardino segreto, luogo immaginario in cui fiorisce la bellezza nelle diverse forme, arte, musica, poesia. Iscritta all’ACDMAE quasi fin dagli inizi, ne è stata a lungo Presidente.









