di Maria Rosaria Gallo Colella
I nuovi talenti del nostro grande schermo tornano protagonisti a San José, in occasione della terza edizione del Festival del Cinema Italiano in Costa Rica. Quattro i titoli in cartellone tuttora riproposti in Italia nei cinema d’essai, in streaming o sulle piattaforme digitali. Film che proponiamo anche ai nostri lettori.
VERMIGLIO (2024), di Maura Delpero.
Vermiglio è un piccolo villaggio delle valli trentine che riceve un suo paesano ferito in guerra.
Il giovane soldato è accompagnato da un commilitone siciliano che immediatamente risveglia la curiosità dei compaesani, che studiano e osservano il ragazzo del sud, a volte rifiutando questa presenza “straniera” che li obbliga a scontrarsi con attitudini e modi di fare così lontani dalle tradizioni montanare del Nord Italia, un’Italia che tenta di ricostruirsi nel mezzo dei disastri della Seconda Guerra.
La diffidenza si scioglie in accettazione grazie ai sentimenti di amicizia e poi amore che il giovane riesce a provocare.
Solo un veloce rientro a casa, nella lontana Sicilia, spalancherà drammaticamente il sipario su una realtà completamente diversa, evidenziando a dismisura il divario tra due realtà che non riescono ad incontrarsi.
Film che racconta una storia di guerra, attorno alla guerra, senza mai mostrarla: vincitore del Leone d’Argento al Festival del Cinema di Venezia e di 7 premi David, Vermiglio è quasi interamente recitato in dialetto trentino, giocando con le immagini del piccolo villaggio montano che si apre alla vastità delle Alpi e alla complessità di un mondo al di fuori, che irrompe nell’isolamento dei suoi abitanti nella figura del giovane meridionale che riuscirà a fare breccia nel cuore della valligiana Lucia.
DIAMANTI (2024) di Ferzan Ozpetek
È la storia di un gruppo di donne molto differenti tra di loro, ma unite da una passione in comune, la sartoria, o meglio la creazione di costumi di scena.
Ognuna delle lavoratrici interpreta una sfaccettatura dell’universo femminile: la sognatrice, l’imprenditrice dedicata e severa, la romantica sempre a caccia di storie sentimentali, la disincantata ferita dalla vita.
Il gruppo di donne compone l’equipe di una sartoria specializzata in abiti di scena: le costumiste, alle prese con un periodo di lavoro particolarmente intenso, reagiscono mettendo in campo le proprie caratteristiche, ma anche le fragilità peculiari ad ognuna di loro.
Di impianto teatrale, con le riprese quasi esclusivamente girate all’ interno del laboratorio, la narrazione prende le mosse da una vera e propria trovata teatrale: il regista che convoca le sue attrici preferite allo scopo di girare con loro un film sulle donne e si trova ad affrontare una svariata umanità fatta di entusiasmo e passione, ma anche timori, fragilità, paure.
ZAMORA (2023) di Neri Marcorè
L’ Italia è un paese di calciatori! Da salotto, più che da campo.
Ne sa qualcosa Walter Vismara, il giovane commercialista protagonista del film, che si trasferisce dalla provincia alla industriosa Milano, per lavorare alle dipendenze del Cavaliere Tosetto che fa del suo amore per il calcio una ragione sociale, oltre che di vita.
Alle partitelle settimanali imposte dall’azienda Walter dimostra tutta la sua poca abilità; relegato al ruolo di portiere, va perdendo la stima dei colleghi e vede la sua professionalità messa in secondo piano rispetto alla mancanza di attaccamento allo sport nazionale.
Ma le cose possono cambiare, soprattutto quando entra in scena un solitario personaggio, grande gloria del passato, ormai caduto in disgrazia, disposto a dargli una mano..
Un film ambientato negli anni ‘60, di questa epoca riesce a riprodurre le atmosfere, gli entusiasmi di una società in crescita,ma anche le contraddizioni di un mondo in corsa verso un futuro sconosciuto: con le lentezze, anche di ripresa e recitazione, tipiche di quel periodo.
GLORIA (2024) di Margherita Vicario
Nella Venezia di fine ‘700 le giovani orfane venivano accolte nei numerosi conventi dove si era consolidata l’abitudine di iniziarle al mondo della musica.
Storia vera e illuminante che ci disvela un mondo quasi completamente sconosciuto, quello delle artiste, cantanti, musiciste o compositrici, che trovavano nelle mure del convento l’unica possibilità di esprimere il loro talento.
Realtà artistica per lo più avversata da un mondo che non era pronto ad accettare donne che esprimessero la propria creatività, addirittura esibendola su un palcoscenico; e che verrà completamente spazzata via dall’ arrivo delle truppe napoleoniche che chiuderanno i monasteri, distruggendo tutto quello che di bello e artistico vi dimorava.
Pellicola dal taglio aggressivo e contemporaneo che si avvale di una colonna sonora classica che magicamente riporta lo spettatore alla fertile epoca in cui è ambientata.
Maria Rosaria Gallo Colella

Napoletana di nascita e temperamento, si è laureata in Lingue e Letterature straniere presso il prestigioso Istituto Orientale della città partenopea. Le lingue le ha poi praticate accompagnando il marito, in giro per il mondo, e seguendo le avventure scolastiche dei cinque figli! Da sempre si occupa della nostra Rubrica “Visti per Voi”, uno spazio che, per fortuna, non ha abbandonato durante i quattro anni di permanenza ad Oslo, al seguito del marito, già Ambasciatore italiano in Norvegia. Con lui, oggi sta vivendo una nuova avventura in un paese lontano, il Costarica, ma senza mai abbandonare la sua grande passione per il Cinema.





