Tutti i colori della Thailandia

di Federica Fonnesu Moruzzi


Al mio arrivo a Bangkok, nel settembre 2015, mi ha colpito subito
l’importanza che la Thailandia attribuisce al colore nella vita quotidiana.
L’amore dei Thai per i colori è profondo e onnipresente ovunque si guardi.
Camminando per strada, mi divertivo a contare la varietà di colori dei taxi
(fucsia, verde, azzurro, rosso, arancione), delle bandiere e dei cartelloni
pubblicitari, gli improbabili colori dello street food e della frutta sulle
bancarelle di tutti i marciapiedi, ma soprattutto mi domandavo se non
esistesse un dress-code che la popolazione era chiamata in qualche modo a
rispettare.
Effettivamente, guardandosi attorno e osservando la gente, era possibile
capire quale giorno della settimana fosse: il più evidente era il lunedì,
quando molti passanti vestivano abiti gialli, poi martedì rosa, mercoledì
verdi, giovedì arancioni, venerdì blu, sabato viola e infine domenica
rossi…
Scoprire che vi era un significato dietro a quella uniformità di colore in
uno specifico giorno della settimana è stato uno di quei momenti di
improvvisa intuizione e sorpresa tipici di quando si abbraccia una nuova
cultura ben differente dalla propria.
In Occidente, in effetti, non riflettiamo mai sul colore da indossare la
mattina in base al giorno della settimana. In Thailandia invece sì, perché in
questo Paese i colori hanno un valore, soprattutto per la maggior parte
della popolazione che è Buddhista: secondo la tradizione Thai (e Khmer),
il colore di ciascun giorno dipende da una regola astrologica (influenzata
dalla mitologia Hindu), legata alle divinità celesti e ai pianeti che lo
proteggono. I thailandesi considerano come proprio colore fortunato quello del giorno
della nascita e lo associano al proprio destino. Quel colore influenzerà le
percezioni, i sentimenti, e talvolta le scelte nel corso della vita (ad esempio
una persona nata di lunedì che ha come divinità Chandra, a cui è associato
il giallo, non avrà solamente quello come colore fortunato, ma secondo la
tradizione Thai, sarà adatta per una carriera in medicina). Dunque fortuna,
amore, successo, salute…
Quello che all’inizio mi sembrava un vezzo per “illuminare” le vite degli
abitanti di questa città, si è trasformato nella consapevolezza che i colori
giocano un ruolo integrale e talvolta decisivo, dalla politica alla religione,
dal business alla vita di tutti i giorni. Nei mesi che hanno preceduto il
colpo di Stato del 2014 non a caso camicie rosse si sono scontrate per le
strade con le camicie gialle!
E proprio quest’ultimo colore è estremamente importante e conta più degli
altri. È quello del defunto e amatissimo Re Bhumibol, nato il 5 dicembre,
di lunedì e, casualmente, anche del figlio, l’attuale Re Rama X. La
bandiera reale è dunque gialla e la si vede sventolare fuori da molte case
private e in tutti gli edifici e le aree pubbliche. Ogni anno, nel giorno del
compleanno del Re, l’intero Paese si trasforma in un mare di sfumature
gialle per celebrare il fortunato giorno, e quasi ogni thailandese indossa
abiti di quel colore o porta con sé qualcosa che lo richiama, in segno di
amore e rispetto fedele per il sovrano.
A pochi mesi dal nostro arrivo, per festeggiare l’ottantottesimo compleanno del
Re ci siamo trovati ad assistere a “Bike for Dad” la più grande parata
ciclistica mai organizzata, un evento in cui centinaia di migliaia di
thailandesi con indosso una polo gialla con il logo dell’evento, hanno
pedalato nelle strade di Bangkok e simultaneamente, in altri Paesi del
mondo. Un infinito, ordinato, uniforme fiume giallo ha invaso per
un’intera giornata le vie della città, sostituendosi al caos, al traffico e al
rumore che di regola le pervadono.
Durante il suo lungo Regno durato 70 anni, Re Bhumibol è stato una fonte
di ispirazione, un simbolo di stabilità, unità e continuità per tutta la
popolazione. Venerato come una semi divinità e come Padre della
Nazione, il sovrano ha dedicato tutta la sua vita e le sue energie al popolo.
Non solo il giallo, ma anche il rosa era considerato un colore fortunato per
il Re, dato che in occasione di una guarigione da una malattia (e di
dimissione dal ricovero di martedì), il suo astrologo gli suggerì di
indossarlo spesso come auspicio di buona salute e di fortuna. Nei giorni
drammatici che hanno seguito l’annuncio ufficiale dell’aggravarsi delle
condizioni dell’anziano Re, già ricoverato in ospedale da qualche anno, e
che hanno portato migliaia di fedeli al suo capezzale, tutto si è tinto
improvvisamente di rosa.
Ma niente a confronto del fenomeno che ha investito il Paese a partire dal
fatidico annuncio, il 13 ottobre 2016, dell’avvenuta scomparsa del
monarca. La notizia ha gettato la Thailandia nel lutto e l’oscurità è
piombata sul Paese.
I thailandesi hanno reagito con enormi e composte dimostrazioni
pubbliche di dolore, esprimendo in maniera unanime il loro sconforto
anche con un’immediata ed evidente inversione della percezione dei
colori: dalla varietà straordinaria al nero assoluto.
Il Governo ha dichiarato un anno di lutto nazionale e ha chiesto alla
popolazione di cancellare festeggiamenti, celebrazioni, di spegnere la
musica, di tenere comportamenti appropriati nel rispetto della nuova
condizione, invitando tutti ad indossare abiti di colore monocromatico
nero.
Il Nero è evidentemente il colore del lutto in Thailandia (è ammesso anche
il bianco, simbolo di purezza) e dal giorno della morte del Re,
specialmente a Bangkok, ogni thailandese, nessuno escluso, ha cominciato
ad indossarlo: con una sorprendente rapidità, già la mattina seguente, le
vetrine dei negozi e persino i manichini dei marchi di lusso globale, hanno
cambiato colore; i mercati, le bancarelle, i centri commerciali sono stati
sommersi da acquirenti in cerca di un abbigliamento introvabile (perché di
un colore fino a quel momento inutilizzato) e divenuto improvvisamente
necessario e carissimo. Su sfondo nero i canali televisivi, le homepage dei
quotidiani ma anche i siti web di scuole, ospedali, hotel, compagnie aeree.
Tutti i cartelloni pubblicitari, le insegne dei ristoranti, persino le schermate
dei Bancomat o i monitor della metropolitana hanno perso i loro colori.
Con drappi di stoffa bianca e nera sono stati decorati i palazzi pubblici, i
cancelli, i muri di cinta di condomini e uffici. Le locandine, i manifesti, i
volantini dei supermercati hanno iniziato ad essere stampati solo in bianco
e nero. Persino le uniformi hanno cambiato colore, ad eccezione di quelle
dei bambini della scuola per le quali si è ovviato con l’aggiunta di una
coccarda o di un nastrino nero. Inutile dire che un vestito di colore acceso
non passa ancora inosservato e che, almeno fino al 26 ottobre prossimo,
data fissata per gli attesi funerali Reali, a più di un anno dalla morte, meglio conformarsi ad una rispettosa monocromia in attesa di capire cosa accadrà dopo…
Quando visiterete questo Paese ricordatevi di indossare il colore giusto e
avrete assicurati sguardi di ammirazione e apprezzamento dagli amici
thailandesi!

Federica Fonnesu Moruzzi

Laureata in giurisprudenza alla LUISS, ha lavorato come avvocato a Roma e poi al Cairo, dove si è trasferita con il marito. Per passione dell’arte si é specializzata con un Master in gestione dei servizi museali e corsi per la curatela di mostre e l’organizzazione di eventi culturali. Dopo Egitto e Cile, attualmente vive in Thailandia, e’ mamma di due bambine e si diletta a studiare arte orientale presso il National Museum e a cantare nel coro della Bangkok Music Society, dopo l’esperienza del Coro ACDMAE a Roma.

5 Commenti
  1. Cara Federica, che interessante! Commuovente l’affetto per il sovrano scomparso. Speriamo che la Thailandia ritrovi presto serenità ed i suoi bei colori!!!

  2. Fede mi hai fatto viaggiare ed incuriosire. Ti prego di scrivere un altro articolo dopo il 26 ottobre,mi piacerebbe sapere come si svolge il funerale e che farà Rama X.

    1. Grazie Maria Antonietta, volentieri! Qui l’attesa e’ grande e come puoi immaginare c’e’ molta emozione. I preparativi per il funerale del 26 sono in pieno fermento. Ci sarebbe tanto da raccontare! Farò del mio meglio per accontentarti!

  3. Non ti conosco e leggendo il tuo interessante articolo pensavo: “ deve essere un’artista o avere sensibilità artistica” . Ho letto la tua biografia e ho capito con quanta capacità e conoscenza sei riuscita a colorare le tue righe di racconto.

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