Il circolo inaugura l’era post-covid con “le poetiche del pensiero”

Il Circolo degli Esteri, fedele alla sua vocazione di struttura aperta non solo alle attività ricreative ma anche  alla cultura, è stata tra le primissime istituzioni della Capitale ad inaugurare l’era post-Covid con una mostra: “Le poetiche del pensiero” del celebre artista marchigiano, Bruno Mangiaterra. Un evento nell’ambito delle celebrazioni del ventennale della Collezione della Farnesina, che ha richiamato critici e accademici, oltre a un folto parterre di diplomatici, arrivati sul Lungotevere dell’Acqua Acetosa per l’attesissima ripresa del calendario di eventi, alla presenza del Presidente del Circolo, Luigi Vignali, e dall’Ambasciatore Umberto Vattani, ideatore e Fondatore della Collezione della Farnesina.

La mostra fa parte del progetto “Mondi” ideato in occasione del ventennale, appositamente per il Circolo, dallo storico dell’arte Carlo Franza, intellettuale di fama internazionale che ne è anche curatore e direttore. “Mondi”, era stato lanciato l’anno scorso, prima dell’esplosione dell’emergenza Covid, e include dodici mostre personali di altrettanti artisti italiani contemporanei. Si tratta di un progetto ambizioso e articolato, concepito come un percorso attraverso le diverse espressioni del mondo artistico contemporaneo, che “mira a rappresentare come si abita la cultura globale, ovvero l’ultramodernità, che altro non è che una sorta di costellazione, una specie di arcipelago di singoli mondi e singoli artisti”. Non un unico continente, ma “uno spettacolare archivio decentralizzato ove le diverse discipline si nutrono di arte-mondo”, scrive Carlo Franza.

Il Presidente Vignali salutando gli ospiti ha dovuto ricordare che “quel percorso, purtroppo, è stato interrotto a marzo 2020”, dopo la seconda mostra in calendario. Dopo oltre un anno, è toccato a Mangiaterra – artista di trentennale esperienza, conosciuto in Italia e all’estero per la sua partecipazione a rassegne personali e collettive di alto profilo (inclusa l’edizione 2011 della Biennale di Venezia) – riprendere del progetto con “Le poetiche del pensiero”, la terza mostra della rassegna “Mondi”: una decina di quadri materici di acrilico su tela e un piccolo gruppo di sculture, un allestimento volto ad evidenziare un nuovo ruolo dell’artista contemporaneo che, con Mangiaterra, diventa veicolo di poesia. Illuminanti le parole dell’artista, presente all’inaugurazione, che ha spiegato la sua evoluzione dagli anni ’70 ad oggi: dall’arte povera al minimalismo fino alla riflessione concettuale che conduce alla trasformazione del pensiero e, alla poesia definita da Hegel l’espressione più diretta per giungere all’idea. “Dopo lunghi anni di studi e di riflessioni, dopo aver sperimentato tutti i linguaggi che il ‘900 ha prodotto, avere conosciuto varie fasi di manipolazione della materia e essermi cimentato in varie costruzioni narrative, questo lavoro mi ha risvegliato di nuovo artista”, ha raccontato spiegando come l’input ultimo per proseguire il suo personalissimo percorso di ricerca artistica fosse, in definitiva, “l’idea che la materia possa tornare ad esser una narrazione in grado di far star bene l’uomo”.

L’Ambasciatore Vattani non ha mancato di esprimere con entusiasmo la sua soddisfazione “per poter essere tornati al Circolo, a godere dell’amicizia e di opere stupende”. E dopo aver rimarcato come la pandemia abbia inesorabilmente chiuso molti luoghi di cultura della Capitale, si è congratulato con l’attuale dirigenza che, in acque così difficili, è riuscita a mantenere la rotta traghettando il Circolo verso una nuova stagione di attività sociali e culturali.

Redazione
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