Gabon : una piccola perla nascosta all’Equatore

di Lavinia Coppola De Nicolo

« Au lieu de te perdre dans le regard de l’autre, essaye de t’y retrouver ».
Proverbe gabonais

Immaginate un paese grande quasi quanto l’Italia, quasi del tutto ricoperto di foreste e bordato da deserte spiagge dorate; immaginate una capitale piena di grandi palazzi, strade a scorrimento veloce, uffici, scuole, ospedali, supermercati, caos urbano, e caos umano. Immaginate la modernità della 4G e, adesso, immaginate i ritmi ancestrali della vita in un villaggio sperduto sulla riva di un fiume o nel profondo di una foresta, senza elettricità né acqua corrente. Se ci riuscite, avrete capito la doppia anima del Gabon, una terra divisa fra la voglia di crescere e di inseguire un modello di vita importato dall’estero e l’amore per le proprie radici, in tutte le sue forme.

Qui convivono più di quaranta etnie gabonesi, oltre quelle di immigrazione (dal Mali, Senegal, Gambia, Guinea, Congo, Camerun e altri), ciascuna perpetuando le proprie ataviche culture e tradizioni ; qui le religioni dei padri si mescolano al cristianesimo e all’Islam ; qui centinaia di lingue diverse vengono parlate oltre al francese. La popolazione, di circa due milioni di abitanti, é concentrata soprattutto nelle città, Libreville e Port-Gentil le più grandi, ma la sua anima profonda risiede ancora nei piccoli villaggi ai margini delle aree urbane e, ancor più, nella vastità della foresta gabonese, dove le antiche popolazioni Pigmee e Bantou, abitanti primigeni di questo paese, hanno posto le fondamenta di riti e credenze tuttora vive nelle pratiche esoteriche della società gabonese.

Un paese ricco, ricchissimo di risorse naturali, petrolio, gas, manganese, legni pregiati, ma reso fragile dal ritardo nell’adeguare la propria fisionomia economica di paese esportatore di materie prime, alle sfide poste dalla globalizzazione, e dal crollo del prezzo del greggio del 2014.

Ma il Gabon ha anche un’ulteriore grande ricchezza, che é la sua biodiversità ; migliaia di specie animali, anche rare o a rischio di estinzione, popolano i mari le immense foreste gabonesi : gorilla, tartarughe Luth, balene, elefanti, il pangolino del Gabon, leopardi, le splendide farfalle tipiche di queste latitudini, ma anche ippopotami e coccodrilli che abitano i numerosi corsi d’acqua che percorrono il paese in lungo e in largo, e moltissime specie di uccelli che ne solcano i cieli. A protezione di questo straordinario ecosistema, lo stato gabonese ha istituito ben   tredici parchi nazionali di cui uno, La Lopé, é patrimonio mondiale dell’UNESCO.

E visitare queste meraviglie é tanto più bello perché non é facile : anche se gli assi viari principali sono asfaltati, le strade sono quasi tutte sterrate ; c’é una sola linea ferroviaria, la Transgabonais, che collega la capitale a Franceville ; c’é una linea di aliscafi verso Port-Gentil e i trasporti aerei interni sono assicurati da compagnie private che operano con piccoli aerei ad elica ; se si vuol seguire il corso del fiume bisogna contattare delle persone del posto perché non c’é un servizio di piroghe e così via … Ma, una volta raggiunto il luogo prescelto, che sia un resort sulla spiaggia, un lodge nella foresta, un alloggio del sito storico dell’Ospedale del dott. Schweitzer, un piccolo bungalow vicino ad una cascata o, per i più fortunati, un pagliericcio in un villaggio di pigmei, si può essere certi di poter sperimentare qualcosa di unico, a contatto con la natura e con le tradizioni millenarie di un popolo variegato ed accogliente.

Un popolo proiettato verso il futuro, con un tasso di natalità altissimo e un’età media molto bassa, che ha voglia di crearsi un’identità moderna e che per questo ha praticamente cancellato le vestigia del recente passato coloniale. Le case costruite durante questo periodo sono state progressivamente sostiute da palazzi e ville moderne : uno dei pochissimi edifici rimasti a testimoniare il legame fra l’Africa « scoperta » e la vecchia Europa, é la piccola cattedrale di St. Marie, costruita nel 1846 e completata del suo campanile nel 1900. All’interno sono ancora visibili affreschi di scene bibliche, ma purtroppo tutto é in decadenza, anche perché proprio di fronte, nel 1958, é stata costruita una cattedrale più nuova e più grande. Per il resto, edifici moderni, chiese che risentono del sincretismo fra riti ancestrali e nuovi culti importati dai colonizzatori, moschee, quartieri di casette l’una addossata alle altre e spesso divisi per nazionalità degli abitanti, e la voglia di correre in avanti unita al desiderio di non lasciarsi dietro le proprie tradizioni. Non a caso la medicina tradizionale è sovvenzionata dallo Stato, con un laboratorio all’interno dell’Arboretum di Libreville, e non a caso tanti gabonesi continuano a curarsi con i rimedi naturali, eredità mai dimenticata degli antichi abitanti della foresta.

Dove andrà il Gabon, questo piccolo stato così variegato ? Certamente continuerà a inseguire uno stile di vita sempre più occidentalizzato, ma lo farà con i suoi tempi, rispettando le tradizioni, non negandosi al progresso scientifico, ma mantenendo sempre vivo il sogno dei padri.

(Le foto che illustrano l’articolo sono di di Andrea Marsanich)

Lavinia Coppola De Nicolo

Dottore commercialista e revisore contabile, lascia Napoli e la professione per seguire il marito funzionario diplomatico in giro per il mondo. Mamma di due ragazze adolescenti, appassionata di sport (equitazione in particolare), di musica, di cinema, di arti figurative e accanita lettrice, é una « corista all’estero » del coro ACDMAE.

9 Commenti
  1. Sono riuscito a sognare nonostante avessi gli occhi aperti. Mi e’ bastato leggere il tuo racconto, pieno di entusiasmo e farcito di molti spunti interessanti, la biodiversita’ per esempio…

  2. Che meraviglia Lavinia! Mancano solo delle foto di questo ricco, colorato e vario paese, ma sono sicura che ci stai già pensando… 😉

  3. Molto interessante. Scrivete ragazze in giro per il mondo e mandateci le foto degli angoli di paradiso che scoprite.

  4. Un articolo estremamente interessante che ci fa sognare di poter un giorno visitare questo paese meraviglioso. Amo la natura e gli animali. Grazie Lavinia! (Anch’io condivido la tua passione per l’equitazione😊)

  5. Cara Lavinia, condividiamo un’esperienza equatoriale, Angola e San Tomé e Principe sono i paesi che sto scoprendo da un anno e mezzo e nel tuo ameno racconto ritrovo impressioni e riflessioni a me note. Fa davvero piacere ritrovarsi nelle tue parole!!

  6. Mi piace molto il tuo articolo Lavinia. Denso, intelligente e appassionante.
    Come te.
    Sabrina

    1. Sabrina, detto da te che hai vissuto e conosciuto il Gabon molto più approfonditamente di me, è un complimento bellissimo!

Lascia un commento

Your email address will not be published.