Fare di necessità virtù(ALE) o del perché non ci leggerete su carta

di Susanna Bonini Verola con la Redazione di Altrov’è

Facere de necissitate virtute”, una massima antichissima, attribuita addirittura a San Girolamo (347-420 d.C.), che ci sembra interpretare perfettamente uno stato d’animo ampiamente condiviso dalla Redazione di Altrov’è. Significa fare di buon grado, con buona disposizione d’animo, quello che dobbiamo fare per forza. Ma può esser anche interpretata come l’invito a sforzarsi di trarre qualche vantaggio esistenziale da eventi che ci sono capitati e che, potendo scegliere, non avremmo voluto o avremmo volentieri evitato. A noi piacciono entrambi i significati perché in entrambi ci ritroviamo. Ma soprattutto ci piace la parola “virtù” che da’ a sua volta origine all’aggettivo (tanto abusato in questi tempi) “virtuale”. Perché l’antica “virtus” identificava anche una forza interiore, potenziale e non per forza espressa, e quest’accezione del termine ha inaspettatamente aperto la strada all’attuale concetto di “virtuale”, come qualcosa che non è effettivo, non è reale. In definitiva, qualcosa di simulato.

In tempi difficili e privi di certezze per tanti di noi, nulla è più entusiasmante del rendersi conto di come le parole possano attraversare i secoli, con il loro carico di buoni e cattivi eventi, per riconsegnarci nuovi significati, filtrati dal tempo e dall’esperienza dell’uomo, e farci intravvedere la luce alla fine del tunnel.

Inutile nasconderlo: l’emergenza sanitaria da cui non siamo ancora completamente usciti ci ha impedito di andare in stampa. Non solo per un problema di tipografia, che è tornata a pieno regime poche settimane fa, ma perché le misure di distanziamento sociale hanno via via depennato il nostro calendario con i consueti incontri conviviali e “reali”. Primo fra tutti, il tradizionale cocktail di fine anno: l’occasione per stilare bilanci, augurarsi buone vacanze e lasciare nelle vostre mani una nuova copia di Altrov’è. Abbiamo accettato questa realtà di buon grado, come suggerito da Santi e sapienti, dal Medioevo a oggi. Ma non ci siamo rassegnate all’ineluttabile: sappiamo bene (senza bisogno di citare tantissimi autorevoli saggi scritti in materia) che non sarà né il Coronavirus né la rivoluzione digitale a metter nel dimenticatoio la carta stampata. Altrov’è tornerà appena possibile a farsi sfogliare, ma per ora ci leggerete solo su uno schermo con vantaggio, se non per le nostre “esistenze”, per le finanze dell’Associazione. Perché non abbiamo avuto scelta e perché non siamo riuscite neppure noi a evitare un evento – la pandemia – di cui avremmo volentieri fatto a meno. Ce ne scusiamo!

In un momento come questo, ci piace anche ricordare che Altrov’è nasce come progetto editoriale dinamico e capace di rappresentare un’Associazione poliedrica e in continuo divenire. Con questo DNA, la nostra Redazione già cinque anni fa aveva colto con entusiasmo la sfida digitale lanciando il suo sito web. La recente emergenza ci ha non solo confermato che quella era la strada giusta – non inconciliabile bensì complementare alla tradizionale carta stampata – ma ci ha ulteriormente dimostrato quanto Internet abbia giocato, nel bene o nel male, un ruolo enorme in questo lungo “confinement”, se non altro per mantenere nella società un certo livello di coesione e di funzionalità. Ciò detto, non intendiamo ingrossare le fila di chi sta acriticamente celebrando il trionfo della rivoluzione digitale nelle nostre vite perché non ci sfuggono i gravi effetti collaterali di una società iperconnessa, sempre più manipolabile, “tracciabile” e dipendente dalla tecnologia.  Crediamo, tuttavia, che Altrov’è sia abbastanza “grande” per compiere, con la cautela e l’attenzione che da sempre la contraddistingue, un ulteriore passo in avanti: quello verso i social networks, un “debutto” che vorremmo preparare subito dopo quest’aggiornamento.

E’ la necessità, anche in questo caso, a giustificare la scelta: con le piattaforme “social” saremo ancora più flessibili, rapide e vicine a voi. E, allora, a prestissimo, sul web, su carta e sui social, modi e occasioni per rivederci e fare sentire le nostre voci sicuramente non mancheranno.

 

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