È rimasta a l’Avana una parte di me

di Maria Irene Burigo Robustelli

Quando sono stata invitata a scrivere sulla mia esperienza a Cuba ho risposto: “No, è passato troppo tempo da quando me ne sono andata”. E poi mi sono venuti in mente tanti ricordi – più da ridere che da piangere, per fortuna – e mi sono detta: “Perché no?”

Se mi avessero chiesto di scrivere durante il mio periodo a Cuba, probabilmente mi avreste immaginata su una spiaggia, sorseggiando un mojito o un daiquiri, dondolando su un’amaca sorretta da due imponenti palme reali, davanti ad un mare turchese e “deliziandomi” nonostante il caldo umido tipico di quelle parti… E no, care mie, sarebbe stato davvero troppo bello!

È vero, palme, sole, spiagge, mare cristallino, rum e sigari artigianali, musica, balli caraibici e tanta allegria. Queste sono le prime immagini che affiorano alla mente quando si parla di Cuba o della Capitale, L’Avana. Ma ci sono tante altre bellezze meno tangibili e visibili di primo acchito, a Cuba come altrove, perché ogni Paese ha il suo fascino nascosto e noi abbiamo la fortuna di scoprirlo poco alla volta, imparando sempre cose nuove tutte le volte che affrontiamo una nuova partenza.

Sembra ieri, eppure sono già passati ben sei anni dal nostro rientro a Roma. Sarà perché ho portato con me tre gatti cubani, uno qui a fare le fuse e chiedermi carezze mentre scrivo, l’altro a pulirsi il manto ed il terzo attaccato al termosifone in attesa dell’accensione (è già troppo freddo per un vero cubano). O sarà per la nostra colf, anche lei cubana doc, che ci aggiorna in tempo reale su tutto quello che succede da quelle parti…Ormai ci sentiamo legati a vita a quell’isola meravigliosa, la perla delle Antille.

Quando si parte siamo piene di aspettative e di voglia di conoscere, sperimentare e farsi coinvolgersi dalla cultura e dalla vita quotidiana del paese di destinazione. E quando lo lasciamo siamo ancora più cariche di emozioni.

Scoperta nel 1492 da Cristoforo Colombo e poi colonizzata dagli spagnoli, Cuba è la maggiore isola caraibica delle Antille ed è a sua volta un arcipelago che include l’Isola della Gioventù e più di 500 isolette: i cayos, agognate mete turistiche. Questo paradiso tropicale si estende su una superficie che è circa un terzo di quella dell’Italia. È lambito da spiagge bianche incontaminate ed abitato da 12 milioni di persone (senza considerare i milioni di turisti stranieri che la affollavano, soprattutto prima della Pandemia).

Cuba è un’esplosione di colori e sapori. Un crogiolo di culture ed etnie diverse che hanno contribuito a far nascere la Cuba odierna: discendenti dei colonizzatori, immigrati, schiavi africani e popolazione indigena. Ed è questa la più grande bellezza, che si impara ad apprezzare poco a poco. Ricordando i suoi intensi colori, penso a quelli della terra, del mare, del cielo, dei meravigliosi tramonti sul Malecón, il famoso lungomare di L’Avana, e dei frutti tropicali che vi abbondano: l’ananas, la papaia (detta curiosamente fruta bomba), il mango, il mamey, e il maracujà (frutto della passione).

E qui apro una parentesi. Nelle cene in residenza, anch’io mescolavo colori e sapori: primo italiano, secondo cubano e dolci brasiliani per finire. Il più apprezzato di questi era la mousse di maracujà preparato con il frutto che andavo a cogliere “dal vicino”. Avevo infatti scoperto che la pianta del giardino confinante sporgeva in quello della residenza e quindi mi sentivo in diritto di raccoglierne i frutti dal mio lato, ma purtroppo vedevo che dall’altra parte della staccionata marcivano per terra. Con la mia faccia tosta, mi sono presentata dal vicino con un bel piatto di questo dolce, spiegandogli come mi procuravo i prelibati frutti. Da allora hanno cominciato a piovere maracujà in abbondanza nel nostro giardino, per la felicità dei nostri invitati … e anche del vicino!

E poi, come dimenticare il calore della gente, un popolo affettuoso, sorridente, sempre disponibile e con gran voglia di fare. Ma con diverse necessità. Anche per questo eravamo lì. Esisteva già il Grupo de Las Damas Diplomaticas Internacionales, con il suo nucleo più consolidato che era quello delle ambasciatrici asiatiche. Però, come suggeriva il nome, era aperto a sole donne, ovvero le mogli dei capi missione. Ed i mariti dei capi missione? Nel corpo diplomatico europeo numerosi mariti avrebbero voluto partecipare alle attività benefiche e così è nato il CDEMI, Coniugi Diplomatici dei Paesi Europei e delle Missioni Internazionali. Lanciato nell’ottobre 2014 su idea di un gruppo di coniugi (Italia, Francia e FAO) la nuova organizzazione è stata subito accolta positivamente dagli altri europei, e non solo.

L’obiettivo del nuovo gruppo era promuovere varie attività ed eventi per raccogliere fondi a sostegno di progetti con forte impatto sociale. Con tanto impegno ed entusiasmo siamo riusciti ad organizzare il nostro primo Bazar di beneficenza nel 2014, evento che è stato riproposto per ben due volte (in estate e a Natale) l’anno successivo. Abbiamo così finanziato progetti assistenziali per persone anziane, per bambini con malattie renali croniche e per famiglie in gravi difficoltà economiche oltre a progetti culturali, sportivi ed educativi e in favore delle associazioni a protezione degli animali. Una delle iniziative a cui sono più affezionata, è proprio quella del calendario con le foto degli animali adottati nelle residenze dei capi missione europei. Così è nato Mascotas Diplomaticas. Ed i nostri gatti cubani trovatelli, naturalmente, erano in copertina!

E che dire della gioia di vivere dei cubani? Ovunque tu vada sei accompagnato dalla musica, dal ballo, dall’allegria e dalla disponibilità ad accogliere il prossimo con un sorriso. La sensualità della salsa, sposandosi con la grande tradizione musicale caraibica, ha prodotto un successo planetario come “Guantanamera”, una delle canzoni più popolari dell’isola basata su Los Versos Sencillos dell’eroe nazionale dell’Indipendenza, José Martí. Cantata ovunque – nei ristoranti come nei bar, in spiaggia come sulle strade – la canzone più richiesta da tutti è pure finita sulle magliette per turisti con la scritta: “Se canti un’altra volta Guantanamera ti uccido”. Sanno essere anche autoironici questi cubani!

Per dovere di cronaca sappiate che, a distanza di sei anni, anch’io continuo a cantare quella canzone, ma nel coro Latino Americano di Roma.

Maria Irene Burigo Robustelli

Nasce a Criciuma, Santa Catarina, Brasile, discendente di quarta generazione di immigrati veneti. Laureata in Biologia, lavora inizialmente presso la Segreteria di Scienza e Tecnologia e poi all’Associazione degli Industriali dello Stato di Santa Catarina (Brasile). Nel 1996 sposa Carmine Robustelli, allora Primo Segretario presso l’Ambasciata a Brasilia, e si trasferisce con lui prima a Bruxelles, poi a Roma ed a Buenos Aires. Ha vissuto dal 2012 al 2016 a L’Avana, assieme al consorte, Ambasciatore d’Italia. Appassionata di bricolage, cucina, canto e gatti!

17 Commenti
  1. Maria Irene, para a família, Bidu!
    Tua “zia” está orgulhosa ao constatar que alguém da família se anima a não apenas escrever, mas a publicar.
    Ao ler tua crônica narrando a vivência em Cuba concluí que foi um tempo proveitoso, não apenas no aspecto pessoal como também nas ações sociais que, sem dúvida, beneficiaram os menos favorecidos. Parabéns e um grande abraço.

  2. Bellissima cronaca, cara Irene! Ricordo benissimo il delizioso mouse di Maracujà che avevi preparato in occasione di un ricevimento all’Ambasciata d’Italia a Cuba per la XV Settimana della Cultura Italiana a L’Avana. Congratulazioni! Un abbraccio con BENEDIZIONI in abbondanza a te, il tuo Carmine ed altri cari. Con affetto Carmen Oria

  3. Grazie per aver condiviso questa tua bellissima esperienza a Cuba❤️
    Confermo che la tua mousse di maracujà è sensazionale! Besitos.

    1. Tia Bidu! AMEI! Me senti em Cuba! Se soubesses como me arrependo de não ter aproveitado a oportunidade de conhecer Havana enquanto estavam lá! Teu texto é envolvente, cheio de nostalgias, cheio de histórias, cheio de amor, assim como o que tens pelos gatos. Apesar de eu saber um pouco da parte complicada (aquelas que tu contavas) fica minha expectativa de um dia poder conhecer Cuba e seus encantos.

      1. Carissima Irene ricordo con affetto le feste in residenza preparando ottimo gelato italiano per tutti gli invitati

    1. Irene querida, amei as tuas memórias de Cuba, uma fantástica e apaixonante experiência seja do ponto de vista pessoal que social. Obrigada por ter compartilhado conosco. Um abraço, até breve.

  4. Anch’io ho sentito andando a Cuba quelle sensazioni che tu descrivi così bene. Bellissima gente che si industria come può, con tanta fantasia e musica per vivere meglio

  5. Irene cara con il tempo si impara a conoscere sempre più la tua bellezza interiore piena di sfaccettature come una gemma luminosa , grazie per avermi portato con le tue parole in un isola a me sconosciuta anche se ne ho asssporato i costumi avendo avuto il piacere di convivere con i due artisti fautori del nostro incontro .

  6. Carissima Irene, oltre alla tua bellezza che si incrementa con gli anni, si vede il tuo cuore che, per fortuna, ho potuto conoscere durante la vostra permanenza a Buenos Aires, giacché ero una collaboratrice dell’allora Primo Consigliere Economico Commerciale, uomo serio, onesto e un degno rappresentante della Repubblica Italiana. Tu facevi tutto con piacere e si notava, accompagnati lui con discrezione e hai visitato gli uffici con il tuo prezioso sorriso portando dolci e piante per abbellire e dare gioia ai nostri giorni di lavoro. Il tuo amore e la tua dolcezza sono rimaste impresse e hai lasciato un ricordo meraviglioso nelle diverse opere benefiche in tutti settori in cui ti sei mossa. Grazie mille e sono contenta che la tua impronta, insieme all’Ambasciatore Carmine, continuerà a provocare un immenso sorriso e voglia di abbracciarvi!

  7. Querida Irene , muchas gracias para esta maravilla historia .
    Tu sabes, de mi tambien se quedo una parte en La Habanna .

  8. Cara amiga,

    Belíssima crônica. Com certeza CUBA tem seus encantos !!
    Contudo, a sua doçura , delicadeza, sorriso e beleza encantou a linda ilha de Cuba.

    Sei meravigliosa!

    Te admiro muito.

  9. Che splendido racconto, autentico ed intenso! Quanto alla mousse di maracuja’, essendone stato uno dei principali e fortunati fruitori negli anni cubani (con la mia faccia tosta ti ho sempre chiesto se potevi prepararne ancora …forse ero un emissario del vicino!), segnalo che crea una pericolosissima dipendenza …proprio come te e Carmine perche’ quando vi si conosce non si puo’ fare a meno di voi! Aggiungo il per noi sempre dolcissimo ricordo del ricevimento che avete organizzato in Residenza quando Carmine ci ha sposati poco prima che concludeste la vostra permanenza nell’Isola.

  10. Cara amiga Irene,belas recordações !
    Obrigada por compartilhar esses momentos mágicos ,és verdadeiramente especial !
    Bacii di cuore Núbia e Umberto

  11. Muito bom Comadre Irene!
    Com certeza deves exercitar mais rotineiramente a veia escritora, assim divides o conhecimento e nos brinda com mais textos realmente aprazíveis!!!
    Suas palavras tiveram a capacidade de sugerir imagens novas sobre Cuba, que, para a maioria dos brasileiros, ainda é um País desconhecido!

    Aguardo o próximo.

    Baci a Voi.

    Mauro

  12. Cara Irene,

    le tue parole riportano alla memoria uno dei più intensi periodi della mia vita privata e professionale, che in molte circostanze ho avuto il piacere e l’onore di condividere con te e con Carmine. Ricordo con gioia e nostalgia la vostra affettuosa partecipazione alla festa de “Los Quince” di mia figlia Laura Beatrice e tante altre occasioni di incontro in Residenza e in città. Da tutte queste belle esperienze è nata tra l’altro un’amicizia che perdura nel tempo.
    È chiaro che, come dimostrano le tue parole, Cuba ha lasciato in te una traccia profonda, e pochi sono in grado di capirlo come me…
    Spero di leggerti ancora e ti invio un forte abbraccio. Chissà, forse potremo organizzare una “rentrée cubana” prima o poi.

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