Cinema protagonista d’autunno. Mentre Roma lo festeggia, la Mostra di Venezia continua a far parlare

di Milena Guarino Padula

“Cosa invidio al festival di Venezia? La storia e il budget”. Ha risposto così il direttore artistico della festa del Cinema di Roma, Antonio Monda, a un giornalista poco prima dell’avvio ufficiale della 13ma edizione della kermesse romana. Edizione che puntualmente è stata preceduta da una neppur tanto velata polemica. Che tra i due red carpet d’Italia ci sia solo una “distanza” di storia e bilancio?

 

E’ indubbio che il palcoscenico di Venezia sia intriso di storia. Senza nulla togliere alla Capitale, dove la Festa del Cinema anno dopo anno ha saputo guadagnarsi buoni riscontri e fette sempre più importanti di pubblico, è evidente che, soprattutto quest’anno, il sipario sulla Mostra, da settembre a oggi, non si è mai chiuso per davvero.

 

Quando si approda al Lido, infatti, è la magia ad avvolgerci. Siamo nell’altra Venezia…Di fronte a noi, in lontananza, il maestoso campanile di piazza San Marco e il Palazzo Ducale, con i suoi merletti. Dietro l’angolo incontriamo strade ordinate, villini liberty e caffè all’aperto all’ombra di grandi ombrelloni. Ancora, tante biciclette, viali alberati, piccoli alberghi di charme e stabilimenti balneari dal sapore rétro.

E’ l’inconfondibile atmosfera d’altri tempi ad accogliere il cinofilo che arriva al Lido di Venezia durante i dieci giorni della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Il palazzo del Casinò dall’architettura razionalista e lo storico Hotel Excelsior, rimandano al primo Festival nel 1932, edizione voluta dal Conte Volpi che solo per quell’anno fu chiamata “Esposizione” e che vide il primo film proiettato proprio sulla storica terrazza dell’hotel.

Di anni ne sono passati tanti, più dei 75 che hanno dato il titolo a questa edizione,  a causa delle interruzioni dovute alla  seconda guerra mondiale e alla  contestazione del ’68. Il successo e il clamore internazionale suscitato dal Festival, tuttavia, non si sono mai spenti come raccontano anche i numeri di quest’anno: più di 180mila presenza in sala e 81mila biglietti venduti, con un aumento del 12% rispetto l’anno scorso. Cresce il numero dei giovani ma anche degli accrediti: il 20% in più, tra esponenti di testate e addetti ai lavori. Un bilancio da record, senz’altro aiutato dal controverso debutto in un festival della piattaforma di streaming on demandNetflix. Numeri che, nonostante i noti problemi del settore, fanno ben sperare per il futuro.

 

A premiare Venezia è stata senz’altro la proposta di qualità elevata, almeno sulla carta, anche tra i film italiani in concorso. Il primo a essere presentato in apertura della Sezione Orizzonti è stato “Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini, film direttamente tratto da una raccapricciante pagina di cronaca, con un intenso Alessandro Borghi nel ruolo del protagonista. Racconta i drammatici ultimi giorni di Stefano Cucchi, dall’arresto per detenzione di stupefacenti alla morte, sullo sfondo delle storture di un sistema detentivo che non da’ voce alla sofferenza di un ragazzo incapace di ribellarsi e vittima del suo destino. E’ un film di grande impatto emotivo che ha infiammato il dibattito anche perche’ prodotto da Netflix, leader globale del movie streaming che ha distribuito il film online contemporaneamente alle uscite in sala, togliendo di fatto spettatori e incassi a queste ultime.

In concorso per la Sezione Venezia 75 c’erano anche “Suspiria” di Luca Guadagnino e “Capri Revolution” di Mario Martone.

Il primo è un riuscito remake della celebre pellicola concepita negli anni ‘70 dalla maestria di un genio dell’horror come Dario Argento. Grande attesa quindi per una prima, applauditissima, proiezione che ha messo in luce la splendida interpretazione di Dakota Johnson e una strepitosa Tilda Swinton, musa ispiratrice di molti film di Guadagnino. Nel cast anche Jessica Harper, già protagonista del film di Dario Argento, testimone di quell’invisibile fil rougeche, a distanza di quarant’anni, lega nonostante tutto le due pellicole.

“Capri Revolution”, del noto regista napoletano, ci fa invece rivivere la magia della Capri di inizio secolo attraverso gli occhi di una giovane capraia che abita sull’isola al tempo popolata da artisti, letterati, filosofi, ed esuli che vivono in maniera libera e trasgressiva, tra la riprovazione dei locali. Il film, insignito col Premio “Sfera 1932” e altri premi collaterali, ha riscattato almeno in parte la delusione per i mancati riconoscimenti al Cinema italiano, apprezzato dalla giuria e dal pubblico ma, contrariamente alle previsioni, rimasto ancora una volta a bocca asciutta.

Da sottolineare, infine, anche il successo della proiezione dei primi due episodi della serie televisiva “L’ amica geniale”, tratta dalla celebre tetralogia di Elena Ferrante e attesa con grandissima curiosità da un grande pubblico già affezionato alla storia della profonda amicizia che lega, Elena e Lila, inseparabili dai banchi di scuola all’età adulta, le cui vicende si svolgono nella Napoli popolare e dinamica degli anni ‘50 – ’60, tra mille difficoltà, pochissimi mezzi e tanti sogni di riscatto.

Il regista Saverio Costanzo è poi riuscito a non deludere i numerosissimi amanti del best-seller, non solo azzeccando la scelta delle attrici, da bambine e poi da adolescenti, ma anche curando in modo particolare la sceneggiatura. Su quest’ultima, infatti, avrebbe collaborato la stessa Ferrante, rimasta in contatto col regista ovviamente solo via email.

A confermare poi quanto la sceneggiatura sia cruciale alla riuscita di un film è stata anche la pellicola fuori concorso “Una storia senza nome”. Protagonista un acclamato sceneggiatore, Alessandro Gassman, che tuttavia deve il suo successo a una giovane e talentuosa scrittrice, Micaela Ramazzotti. La ragazza, per amore, gli regala tutte le sue storie, accettando di restare nell’ombra, come une vera e propria ghost writer. Il film, con un ottimo cast diretto da Roberto Ando’, ha lasciato tuttavia perplessi sul finire, restando vittima purtroppo di una sceneggiatura non sempre efficace e calzante.

Da menzionare anche l’ultima fatica del regista napoletano Francesco Patierno che ha presentato nella sezione “Sconfini” il primo racconto “antropologico” sulla camorra dal dopoguerra agli anni’ 90. Un docu-film di pregio, lucidamente costruito a partire dalle immagini di repertorio della Rai.

 

Per chi come me ha vissuto in Canada, la 75ma Mostra del Cinema di Venezia ha riservato un’emozione in più: la consegna del Leone d’Oro alla Carriera al regista di Toronto David Cronenberg, pioniere del genere noto come body horror che esplora il terrore dell’uomo di fronte alle mutazioni e indaga gli intrecci tra ossessioni, devianze e fisicità corporea. Sono suoi film cult come “La mosca”, “Inseparabili” e  “Il pasto nudo”, con molte altre pellicole giudicate tra le più innovative del nostro tempo.

 

La storia e la magia della Mostra tornano protagoniste per chi ha poi deciso di terminare la sua trasferta visitando un tempio sacro del Lido: l’Hotel Des Bains. Chiuso a seguito di un incendio da oltre dieci anni, lo splendido edificio quest’ anno ospitava una mostra dedicata alla storia della Mostra del Cinema, dalle origini ai giorni nostri, con foto e filmati d’ epoca.

 

Un altro emozionante tuffo nel passato, aspettando con impazienza la prossima edizione del più antico festival del cinema del mondo.

Milena Guarino Padula

Dopo la Laurea in Scienze Economiche e Bancarie all’Università di Siena, segue il marito a Mosca, Londra, Bahrain e Montreal. In quest’ultima sede, alla McGill University, consegue una laurea specialistica in Public Relations and Fundraising. E’ stata Vice Presidente del Consiglio Direttivo ACDMAE 2006/2008, occupandosi fra l’altro di Lavoro dei Consorti e Eufasa. E’ tuttora delegato Eufasa dell’attuale Direttivo e, in questa veste, ha lanciato quest’anno il nuovo Gruppo “Formazione & Lavoro”.

1 commento
  1. Brava Milena per aver preso il testimone come cronista dal festival di Venezia, in più aggiungendo le news dalla Festa del Cinema di Roma!

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